Ipersocializzazione del privato

In piena fase di confinamento e distanziamento sociale, la casa, che è il simbolo per eccellenza della sfera del privato e dell'individuo - una sorta di bozzolo in cui arroccarsi, nel bene o nel male, ed estraniarsi dal mondo esterno - sta diventando un luogo i cui spazi sono sempre più saturati da una sorta di socializzazione digitale coatta continua, catalizzata dall'esplosione di piattaforme social emergenti come Zoom o Houseparty. E' facile uscirne esausti, per cui: difendete i vostri spazi e provate a dire no, senza sentirvi troppo in colpa, all'ennesimo invito da parte di famigliari e amici di fare due chiacchiere in formato digitale, se non ne avete voglia.

I link (un po’ monotematici) di questa settimana:

  • Proof of concept di un'app (AI4COVID-19) che usa algoritmi di machine learning per fare diagnosi preliminari di COVID-19 in meno di un minuto con un'accuratezza del 90% a partire da due secondi di registrazione della tosse del malato. Un chiaro vantaggio: l'enorme scalabilità.

  • In Inghilterra la gente sta bruciando e abbattendo antenne di telefonia mobile (anche non 5G) per via di alcune teorie del complotto per le quali il 5G starebbe favorendo la diffusione del nuovo coronavirus. L'unico risultato ottenuto finora è stato quello di causare problemi alla rete di telefonia mobile essenziale anche per coordinare ambulanze, ecc, ovvero: per combattere il nuovo coronavirus.

  • Nel 2005, per via di una svista concettuale da parte degli sviluppatori della Blizzard, nel mondo virtuale di World of Warcraft si scatenò una veria e propria pandemia di un “virus” chiamato corrupted blood. I giocatori attuarono varie strategie di contenimento (distanziamento sociale, centri d’emergenza improvvisati, segnalazione di focolai), alcuni server vennero messi in quarantena, ma non servì a molto, e la Blizzard dovette ripristinare il gioco ad uno stato pre-pandemia. L'incidente “corrupted blood” è stato molto studiato negli ambiti epidemiologici, ed è interessante soprattutto come modello di comportamento umano in caso di pandemia.

NRS è la newsletter di cultura e tecnologia di INUTILE » associazione culturale. A cura di Francesca Balestrieri, Carmine Bussone e Matteo Scandolin. Per conoscere meglio INUTILE e i suoi progetti, visita il nostro sito; se ti piace quello che facciamo, sostienici. Puoi contattare la redazione di NRS via Twitter o via mail.

Prendiamoci cura di tutti

Di noi, e delle persone cui vogliamo bene, e degli altri anche

Ehi, come stai? Spero che tu sia al sicuro, e che riesca a prenderti cura di te. Nel nostro piccolo, proviamo un po' ad alleviare questa situazione proponendoti contenuti interessati. Lo so che probabilmente hai il feed di Twitter, o di Facebook, già saturo di consigli su cosa fare in queste settimane di quarantena. Però magari in mezzo a questo marasma di suggerimenti riesci a trovare qualcosa che ti interessi.

Vedi, l'abbiamo fatta breve. Adesso, un abbraccio: finirà anche questa. Prenditi cura di te, e degli altri.



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Il fine giustifica i mezzi

Una cosa che abbiamo detto fin da quando stavamo progettando questa versione di NRS, tutta newsletter, era: «Oh sai che bello se avessimo degli autori ospiti? Però non da subito, dobbiamo prendere il giro. E non tutti i mesi, però sai che bello se?»
Ebbene, questa è la prima uscita di NRS scritta da un ospite, e che ospite: Lucio Bragagnolo.


Quella frase abusata sul nostro cervello usato solo al dieci percento delle sue capacità, torna per vendicarsi in versione nuovo millennio: quelli veramente e drammaticamente sottoutilizzati sono i nostri cervelli elettronici.

Disponiamo di risorse computazionali che neanche sappiamo immaginare, dalle tasche alle scrivanie, e così riguardo al nostro debito tecnologico.

Neanche la programmazione; basterebbe il solo scripting, la capacità di automatizzare le infinite operazioni che svogliamo manualmente sul computer e invece potremmo a lui delegare. Un miliardo di umani capaci di liberarsi un’ora la settimana ciascuno totalizzerebbero cinquantadue miliardi di ore l’anno, da destinare a qualcosa di meglio. Qualsiasi cosa.

Un singolo esempio di cosa: acquisire la padronanza del proprio processo di produzione letteraria. Quando scriviamo una storia, anno 2020, la destiniamo a una infinità di canali, dal fiume cartaceo ai mille rivoli digitali.

Il controllo sulle parole non potrà più bastarci. Vorremo quello sulla tipografia, i caratteri, lo scorrimento, la sillabazione, l’aspetto sull’orologio come sulla locandina alla fermata. L’interazione, le animazioni, l’ipertesto; perché oggi una storia può andare molto oltre un andamento lineare. Come le nostre storie personali, d’altronde.

Siamo pronti a questo? Il controllo effettivo dei mezzi al servizio del nostro fine.

Tra l’altro, un attimo e sarà già primavera.


I link di questa settimana


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Non è tanto il Coronavirus, è l'umidità

E utilizziamo la metafora dell'umidità per descrivere il mezzo attraverso il quale si diffondono le notizie correlate. Sorvolando sulla qualità di queste ultime e delle discutibili azioni umane che ne conseguono, chiediamoci se l'informazione può contribuire effettivamente al contenimento dell'infezione.

Sette anni fa uno studio molto circostanziato cercava di fornire - prendendo ad esempio la diffusione della SARS del 2002/2003 - un modello di prevenzione dell'avanzamento del contagio attraverso gli strumenti di comunicazione.

Get the news out loudly and quickly! Si concludeva: quanto prima le notizie sarebbero state diffuse, tanto più si sarebbe contenuta l'epidemia. I numeri dello studio sembrano implacabili.

Oggi siamo all'interno di un flusso continuo di connessione e di notizie eppure abbiamo casi in cui ciò che in condizioni normali poteva sembrare rumore di fondo, ora invece costituistce inquinamento vero e proprio dell'informazione corretta. Allora ci troviamo con messaggi vocali di WhatsApp che cancellano la validità di appelli o articoli di virologi e scienziati.

Ragioniamo: da una parte abbiamo una dimostrazione o quasi del fatto che la tempestività delle informazioni offre un vantaggio in termini pratici, ma sette anni dopo, in un mondo totalmente connesso, le false notizie generano panico e ignoranza. Abbiamo gente che invece di rispettare un contenimento pensa che sia più saggio scappare e andare altrove.

E se fosse proprio questa contro-dimostrazione di un teorema a farci trovare la via giusta per rendere sane le nostre comunicazioni? Se fosse proprio l'anticorpo a farci capire meglio la malattia?

Ecco, l'abbiamo detto.

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I link di questa settimana

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Pensiero lineare

La specie umana non è un granché a predirre il futuro, nonostante ci si illuda spesso del contrario, poiché basa le proprie previsioni su una concezione lineare e locale dell'esperienza, fatta di incrementi tutto sommato comparabili tra di loro, come piccoli scalini di altezze simili. In particolare, capire e governare fenomeni esponenziali diventa molto difficile, perché si tende ad inquadrarli secondo logiche lineari e locali, mancandone completamente il carattere e la velocità di cambiamento. La fase della rivoluzione tecnologica attuale presenta un andamento nettamente esponenziale, eppure tendiamo ad affrontarla equipaggiati con strumenti (mentali, materiali, burocratici) di natura lineare, e dunque completamente inadatti. Agiamo presupponendo che il futuro stia al presente come il presente stia al passato, che il progresso tecnologico nei prossimi cinque-dieci anni sia comparabile al progresso tecnologico a cui abbiamo assistito negli ultimi cinque-dieci anni, che una conoscenza locale e circoscritta delle cose sia sufficiente a capirne l'andamento globale, le "leggi di natura" sottostanti. Non è così. 

Con un certo senso d'urgenza, dovremmo forse cercare di cambiare la nostra prospettiva da una visione lineare ad una esponenziale, perché il divario tra questi due regimi qualitativamente così diversi può trasformarsi in una pesante inadeguatezza e impreparazione di fronte alle sfide sociali e etiche che le nuove tecnologie ci metteranno davanti.


Libra, la crittovaluta proprietaria di Facebook: quando persino il CEO di Mastercard dice che c'è qualcosa che non torna, c'è qualcosa che non torna.

Un'idea interessante: pannelli "anti-solari" che funzionano di notte (sfruttando un processo inverso rispetto ai regolari pannelli solari)

La crisi degli oppioidi in America, brought to you by Practice Fusion.


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